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La Nostra Storia

Una storia di eccellenza italiana lunga 170 anni

La nascita nella metà dell’800

La distilleria Rossi d’Angera nasce nel 1847 grazie a Bernardo Rossi, abile falegname che lavorava ad Angera, piccolo borgo in Provincia di Varese sulle splendide rive meridionali del Lago Maggiore, allora al confine tra l’impero Austroungarico e il regno piemontese dei Savoia.
In quell’anno ci fu un abbondante raccolto di uve e molti cittadini locali utilizzarono le eccedenze per produrre grappe e distillati; così fece anche Bernardo Rossi utilizzando poi delle botti, costruite da lui stesso, per far riposare il distillato.
Nell’arco di pochi anni, la domanda per i suoi distillati aumentò così tanto da portare Rossi ad acquistare e utilizzare nel 1870 i primi alambicchi in rame a fuoco diretto, capaci di garantire l’alta qualità del prodotto e al contempo una quantità adeguata alla domanda del mercato.

La distilleria passò poi in mano al figlio, Carlo Rossi, che rinominò la distilleria “Fratelli Rossi” e continuò la produzione di grappa con gli stessi metodi artigianali del padre. A Carlo subentrò il figlio Arturo Rossi il quale fu in grado di espandere la rete di distribuzione oltre le sponde del lago Maggiore. La sua passata esperienza presso la fabbrica Zoia di Arona, che allora produceva aromi, essenze e cognac francese, gli permise di applicare nuove tecniche di invecchiamento in barrique e di distillare nuovi liquori a base di erbe, radici e frutta.

La Prima Guerra Mondiale

Nei primi anni del 1900 Arturo Rossi, figlio di Carlo, entrò in azienda. Grazie alla sua attenta osservazione e conoscenza del mercato, Arturo aveva rilevato che cresceva la domanda per nuovi sapori, così cercò di implementare diversi metodi di distillazione per realizzare nuove gamme di prodotto più in linea con il mercato di allora.
Ma l’azienda non glielo permise, così decise di mettersi in proprio e, nel 1909, fondò la “Arturo Rossi Distilleria”.
Tuttavia, nel 1915, la Grande Guerra chiamò Arturo alle armi costringendolo così a lasciare la sua distilleria. La moglie, Annetta Zingaro, prese quindi le redini dell’azienda, ma presto si sentì la mancanza della competenza di Arturo: Annetta non era in grado di distillare la grappa come sapeva fare il marito.
In uno scambio epistolare, Annetta suggerì al marito di abbandonare la distillazione per qualche tempo, limitandosi semplicemente alla compravendita delle vinacce, ma Arturo non volle arrendersi e le inviò dal fronte una lunga lettera di istruzioni, un vademecum, per “la migliore distillazione”.
Annetta riuscì a produrre la grappa necessaria per far fronte alla domanda del mercato e la “Arturo Rossi Distilleria” rimase aperta anche durante la guerra.

Al termine del conflitto, Arturo proseguì nella sua politica di miglioramento dei prodotti e della distribuzione e decise di abbandonare la vendita di grappa sfusa a favore di quella imbottigliata. Si aprì così una nuova sfida: lo studio del packaging, con la grafica delle etichette, il design delle bottiglie e l’ideazione di confezioni regalo.
Nel 1919 la Arturo Rossi Distilleria, d’accordo con il resto della famiglia, inglobò la Fratelli Rossi, dando così origine alla distilleria Rossi d’Angera.
Negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, la produzione della Rossi D’Angera ebbe una grande espansione e gli affari della distilleria furono così tanto floridi che il Re Vittorio Emanuele III gli conferì il “Brevetto della Real Casa Savoia”, un importante riconoscimento di gratitudine da parte della casa reale per i successi raggiunti.

Dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri

Nel 1949, Bernardo, figlio di Arturo, entrò in distilleria; in realtà avrebbe voluto perseguire la carriera diplomatica, ma una nuova guerra mondiale alle porte e la precedente crisi del ’29 non lasciavano ampio spazio ai desideri personali.
La Rossi D’Angera aveva bisogno di tutto l’aiuto possibile, così Bernardo partecipò alla produzione delle grappe applicando nuove tecniche di invecchiamento, apprese durante un periodo di formazione in Francia e puntando su prodotti più invecchiati e diversificati.

Nel corso degli anni la gamma di grappe e altri liquori venne apprezzata da un pubblico sempre più ampio, fino a raggiungere Roma: nella Pasqua del 1948, infatti, l’allora Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, ringraziava tramite telegramma Bernardo Rossi per l’invio di una varierà di prodotti assai graditi.
Nonostante il secondo conflitto mondiale, la Rossi D’Angera lavorò a buon ritmo e Bernardo ebbe quattro figli dal suo matrimonio, tre figlie e un figlio, Arturo, chiamato come il nonno.
Oggi è Arturo, aiutato dalla sua famiglia, a distillare sapientemente i prodotti che l’attuale Rossi d’Angera offre al pubblico