AGRUMIO

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Una festa di agrumi. Un concentrato di pura solarità del Sud. Scorze di limoni della Costiera Amalfitana e della Sicilia, arance siciliane e mandarini calabresi e siciliani. Misceliamo sapientemente gli olii essenziali di ogni agrume per creare un liquore fresco, dolce e solare.  

Gradazione Formato
40 % vol. 70 cl
 

Price
19,00 

Descrizione

Colore giallo con sfumature di arancio, naturale e intenso.
Il profumo è un’esplosione di agrumi succosi.
Prevale l’avvolgenza dell’arancia e l’aromaticità della scorza di mandarino.
In un secondo tempo si percepisce la freschezza citrina della buccia di limone e la delicatezza dei fiori di zagara.
Il gusto è intenso e rotondo, con una chiusura dolce e setosa.

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L’arancia , detta scientificamente ‘Citrus Sinensis’ perché originaria della Cina, aveva all’inizio della sua storia un uso puramente ornamentale grazie al suo bellissimo albero dalla chioma compatta e rotondeggiante, con foglie scure e fiori, detti zagare, bianchi e molto profumati.
Fin dall’antichità questo frutto e albero era conosciuto per lo più nella cultura cinese ed araba. L’arancio dolce venne infatti portato in Europa solo verso la metà del Quattrocento probabilmente dal navigatore portoghese Vasco de Gama : termini quali partugal, partuallo sono stati sinonimo della parola arancio in tutto il Mediterraneo.
Nel Medioevo e nel Rinascimento gli speziali manipolavano questi agrumi per la preparazione di confetture, di medicinali e di oli essenziali pregiatissimi . La tecnica di estrazione degli oli essenziali era conosciuta dagli Arabi ma, furono gli Italiani a valorizzarne la produzione in profumeria.
Nel 18° e 19° secolo grazie ai progressi dei trasporti, l’area di produzione e commercio degli agrumi in territorio italiano si spostò dalla Liguria alla Sicilia, scelta per la sua strategica posizione territoriale e al clima ideale.
In quel tempo in Sicilia apparvero leprime ‘acque ghiacciate’, anticipatrici delle granite, profumate di limone e d’arancia.
Solamente agli inizi del Novecento però l’arancia si afferma anche sulle tavole delle classi meno agiate, diventando finalmente un frutto ‘popolare’ destinato ai più svariati usi culinari.