AMARO D’ANGERA

  • instock
  • 01.LIQU.AO.070.30.

La ricetta più vecchia della nostra distilleria. Lo produciamo con trenta erbe alpine, raccolte fra quelle che crescono anche sulle nostre Prealpi. I mesi d’invecchiamento, donano al prodotto un gusto corposo e deciso. Dedichiamo trenta giorni alla macerazione alcolica, per estrarre tutti i principi aromatici e le essenze preziose di achillea, anice stellato, salvia, genziana, melissa, mentuccia selvatica, timo serpillo e altre erbe ancora. Lo distilliamo lentamente per tre ore e poi lo lasciamo riposare beatamente ad Angera, in barriques di rovere di Allier per almeno tre mesi. Fuori, il lago e le Alpi fanno il tifo per questo amaro che è una cartolina fedele e generosa di questa terra. Da provare come aperitivo o digestivo, liscio o “on the rocks”.  

Gradazione Formato
30 % vol. 70 cl
 

Price
27,00  24,30 

Descrizione

Il colore è mogano intenso.
Al naso offre un bouquet complesso che rimanda alle essenze di erbe officinali e radici,
esaltate dalla macerazione e dalla successiva lenta distillazione.
Il gusto è ampio e rotondo, con sentori erbacei e note di spezie orientali,
dal patchouli alla noce moscata, dal dattero alla mandorla amara.

Tags

Sorseggiare un amaro a fine cena è un ‘cult’ tutto italiano.
L’origine di questo liquore è strettamente legata al movimento di pensiero arabo medioevale dell’ ALCHIMIA il cui sapere fu fondamentale per la creazione delle prime infusioni alcoliche di erbe, nate a scopo curativo. In seguito anche i monaci e gli abbati , venuti a conoscenza di tali esperimenti iniziarono a creare infusi e distillati con lo scopo di creare veri e propri elixir in grado di curare tutte le malattie e prolungare la vita dei malati. Nel corso della storia a queste ricette “primordiali” vennero aggiunti o sostituiti sempre più ingredienti, grazie anche alla diffusione delle spezie indiane/sudamericane che arrivarono in Europa con l’avvento delle colonie.
L’utilizzo domestico di questa bevanda, sembra però risalire ai tempi della corte di Caterina de Medici, dove era uso offrire queste “preparazioni” per accogliere gli ospiti.